ISS: Italia e USA lavorano insieme alla ricerca sulle malattie rare

Le frontiere della ricerca sulle malattie rare progrediscono ancora, anche grazie a strumenti concreti come l’accordo di collaborazione appena stipulato tra il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’omologo Office of Rare Diseases Research presso il National Institutes of Health.

Da tempo l’ISS collabora con i National Institutes of Health statunitensi (è del 2003 l’intesa tra Italia e USA per lo sviluppo di attività congiunte nel campo dell’oncologia, del bioterrorismo e, appunto, delle malattie rare) e ha chiuso il 2013, anno della cultura italiana negli Stati Uniti, con un evento scientifico che fa il punto sulle malattie rare.

Lo scorso 16 Dicembre, infatti, nell’ambito di un Memorandum di collaborazione tra il Department of Health and Human Services americano e il Ministero della Salute italiano, si sono dati appuntamento nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, delle associazioni non profit e delle imprese di Italia e Stati Uniti, con l’obiettivo di fare luce sugli sviluppi della diagnostica e delle cure, valutando anche le implicazioni positive delle “alleanze” tra professionisti, pazienti e famigliari che si sono venute a creare nei due Paesi.

A condurre i lavori Domenica Taruscio, Direttore del CNMR, con Stephen C. Groft, Direttore dell’Office of Rare Diseases Research, National Center presso il National Institutes of Health.
“Si tratta – osserva il Direttore del CNMR, dottoressa Taruscio – di un accordo significativo, che conferma un cammino di cooperazione avviato dal 2003 e finalizzato ad azioni di ricerca scientifica e di sanità pubblica. Uno sforzo comune che ha condotto a risultati tangibili, quali il finanziamento di una cinquantina di progetti sulle patologie rare tra il 2005 e il 2007 e di ben 82 progetti nel biennio successivo. Il nostro auspicio è di rinsaldare sempre di più la collaborazione, che al momento si esplica anche in seno al Consorzio internazionale IRDiRC, che raccoglie ricercatori e organizzazioni che investono nella ricerca sulle malattie rare per raggiungere due obiettivi prioritari entro il 2020, vale a dire lo sviluppo di 200 nuove terapie e degli strumenti per diagnosticarle”.

“Quest’anno la nostra ambasciata ha promosso una serie di simposi e tavole rotonde a carattere scientifico e medico – ha sottolineato l’ambasciatore d’Italia a Washington, Claudio Bisogniero – a testimonianza dell’importanza che l’Italia annette alla collaborazione con gli Stati Uniti in questo settore. Si tratta di una collaborazione di altissimo livello, che si giova dell’apporto di centri di eccellenza riconosciuta”.