SLA: alterazioni nel Dna sono responsabili dell’insorgenza

La sclerosi laterale amiotrofica, nota come Sla, è una malattia complessa, difficile e per molti aspetti ancora enigmatica.

Ha un altro nome: malattia dei motoneuroni in quanto sta ad indicare proprio che le cellule che si ammalano sono cellule nervose specializzate che permettono il movimento di tutti i muscoli del corpo, muscoli delle braccia, delle gambe ma sono anche muscoli che ci fanno parlare, deglutire e respirare. Quindi la conseguenza è una paralisi progressiva di questa muscolatura. Infatti, le complicanze più gravi arrivano quando la paralisi coinvolge i muscoli respiratori e della deglutizione, dove anche i movimenti più banali possono diventare ostacoli insormontabili.

Si cerca di migliorare la vita di questi pazienti, ma purtroppo una terapia efficace al momento non esiste perché le cause non sono ancora chiare. Per anni si è pensato che i fattori ambientali quali pesticidi agricoli, esposizione a corrente elettrica siano stati responsabili dell’insorgenza di questa patologia.

C’è chi ha parlato di ‘morbo del pallone’ per i numerosi casi di calciatori ammalati di Sla. Ma il dottor Mario Sabatelli, responsabile del Centro per la SLA del Pol. A. Gemelli, spiega: “Ho seguito in questi anni circa 1500 pazienti di cui 20-30 pazienti hanno giocato a calcio a livello agonistico, ma molti più pazienti hanno svolto lavori come fabbro, medico, insegnante, agricoltore“.

L’unica arma che si ha oggi per combattere la sclerosi laterale amiotrofica è proprio la ricerca. I ricercatori sono convinti che l’enigma della malattia stia nascosto proprio nel Dna dell’uomo e scoprire nuovi geni significa trovare nuovi meccanismi della patologia, nuove possibilità terapeutiche per bloccarli.

Il dottor Sabatelli afferma: “Stiamo trovando nel dna delle alterazioni che sicuramente sono causa di malattia e attualmente ricercatori non solo italiani ma di tutto il mondo si stanno attivando per mettere insieme idee e risolvere questa malattia“.