Lola: la vera storia di una ballerina a cui la Sla non ha tolto le ali

Apollonia D’Arienzo era una ballerina classica con una sua scuola di danza, un marito e un figlio ancora piccolo quando, 21 anni fa, si manifestarono i primi sintomi della Sla. La malattia ha tentato di toglierle tutto, ma «la sua è la storia di una donna che ha creato cultura non arrendendosi mai»

Il titolo “Lola and Friends”, lo spettacolo che il Comune di Cava de’ Tirreni (Salerno) ha inserito il 17 luglio nella rassegna di eventi estivi, non tragga in inganno per la sua normalità, perché la rappresentazione  racconta e nasce da una storia davvero eccezionale. E’ arte e cultura, certo, con assoli del ballerino Alessandro Macario e della soprano Margherita De Angelis, entrambi del Teatro San Carlo di Napoli, con  danze moderne e  poesie recitate dall’attore Enzo De Caro. Ma è Lola, diminutivo di Apollonia D’Arienzo, la vera protagonista che non è in scena, l’ideatrice vulcanica e l’anima della serata. Sono sue le poesie recitate ed è su di lei il bel cortometraggio “Lola, in punta d’ali”, realistico e onirico, realizzato dal regista Luca Guardabascio.

Apollonia D’Arienzo era una ballerina classica che aveva anche creato una sua scuola di danza, era sposata e aveva un figlio ancora piccolo quando, 21 anni fa, si manifestarono i primi sintomi di una malattia terribile, la Sla, sclerosi laterale amiotrofica.

Spiega la sorella Rosaria: “Ci volle quasi un anno per la diagnosi, ma poi la progressione della malattia fu veloce: ogni giorno si spegneva una lampadina, fino ad arrivare alla paralisi”. Da anni Lola è nutrita attraverso un sondino e respira grazie a una macchina, dopo una tracheotomia. Non può muoversi né parlare, ma la sua mente è intatta e si esprime attraverso gli occhi. Lo sguardo azzurrissimo è carico di intensità e comprensione e attraverso i battiti delle ciglia sceglie man mano le lettere dell’alfabeto che le vengono enumerate. Così comunica, scrive libri e poesie, inventa ricette, dirige una scuola di danza creata da sue ex allieve e presiede l’associazione “Amici di Lola”, che segue famiglie con malati dipendenti da macchine salvavita. Ora sta organizzando un concorso di poesie

Ha scritto Lola nel libro “Oltre la tenda”:  “La Sla ti divora tutto, ma lascia del tutto intatta la capacità di pensare e sentire. E non capivo se era un bene o un male”. Come poteva non essere un dolore atroce patire anche la fine del matrimonio e l’affidamento del figlio al padre e non poterlo neppure urlare? Ha spiegato con i  suoi battiti di palpebre: “A causa della malattia mi era stato negato il diritto di essere mamma”. Ora non è più così. Il figlio Vittorio, cresciuto, divenuto un giovane uomo cordiale e gentile, vive con lei e con la cugina Emma De Marinis, che da sempre divide stabilmente la vita con Lola ammalata.

Il figlio ritrovato, la forza di immergersi in tante iniziative artistiche hanno portato una nuova serenità nella sua vita. Rimangono incredibili, difficili da immaginare per ciascuno di noi, la forza e il coraggio di Lola D’Arienzo. Osserva il regista Guardabascio: “La sua è la storia di una donna che ha creato cultura non arrendendosi mai. E la sua storia è più interessante del cortometraggio”.

Va aggiunto che tante persone di valore rendono possibile il suo costante rapporto con il mondo;  la casa non è mai vuota. Certo la famiglia è il primo cerchio saldo: il figlio, la sorella, il fratello, la cugina Emma e i parenti vari. Ma se il titolo dello spettacolo è “Lola and Friends” è perché anche gli amici sono tanti e sinceri: le decine di volontari della sua associazione, allieve ed ex allieve della scuola di danza, le operatrici sanitarie che si alternano per assisterla, le persone che la incontrano per motivi vari e con le quali il rapporto diventa amicizia vera, come con l’attore Enzo De Caro.  Nella casa di Cava de’ Tirreni e nella camera di Lola si respira una bell’aria di umanità, di vivacità generosa, che sottrae al già sentito, alla banalità e alla superficialità di certo spettacolo l’espressione “Lola and Friends”.

Fonte: http://www.famigliacristiana.it/…

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