La morte può attendere..

La morte?
Può attendere!

Più vado avanti in questa mia disavventura con la malattia, più ‘resistere’ diventa un imperativo.
Più la convivenza con la malattia è ‘difficile’ e ‘frustrante’, più la voglia di lottare aumenta.
Più passo giorni nel mio letto, più la voglia di ‘guarire’ è forte e grande.

Non sempre è stato così.

In certi difficili momenti, la morte sarebbe stata la benvenuta.
In quei difficili momenti l’ho invocata a gran voce.

Oggi posso dire che è una fortuna che la morte sia stata sorda alle mie preghiere e al mio grido generato solo da tanta sofferenza, frustrazione e dolore.
Una bella fortuna…
E più vado avanti e più ne sono convinto.

Andare avanti…
A volte è così difficile andare avanti.
Non me ne vergogno a dirlo.

I momenti più difficili?
Ce ne sono state molti, ma quelli legati alla perdita della mia autonomia sono stati i peggiori.

Pensate se un giorno non riusciste più a camminare e siete costretti a muovermi tramite una carrozzina spinta da un’altra persona…
Pensate se un giorno non riusciste più a mangiare e per continuare a farlo dovete essere imboccati o impiantare un sondino direttamente collegato allo stomaco…
Pensate se un giorno non riusciste più ad andare al bagno ‘normalmente’ e dovete farla nella ‘padella’ e farvi pulire da altre persone…
Pensate se un giorno non riusciste più a parlare o emettere nessun altro suono con l’aggravante che non potete nemmeno gesticolare per farvi capire e l’unica possibilità di comunicare che avete è solo legata agli occhi e ad computer speciale che si controlla proprio con lo sguardo…
Pensate se un giorno non riusciste più a fare entrare l’aria nei polmoni e per farlo dovete attaccarvi ad una macchina…

Ogni volta che ho perso ognuna di queste normali ‘abitudini’, è stato come frantumarmi.
E ogni volta ho dovuto raccogliere i pezzi del mio io e ricostruirmi.
Non sempre l’ho fatto con facilità e non sempre l’ho fatto con il sorriso sulle labbra ma alla fine quello che io chiamo istinto di sopravvivenza, ha sempre prevalso.

Dicevo sempre che non avrei mai fatto l’intervento di tracheostomia, ma lo dicevo solo per scaramanzia.
Quando mi ricoverarono all’ospedale in seguito ad una polmonite, sapevo che era giunta l’ora e diedi subito l’ok per l’intervento.

Ho scelto di vivere ma non sono contrario all’eutanasia e credo che ogni persona debba poter scegliere del proprio destino.
La sofferenza gratuita non mi è mai piaciuta!

Ho scelto di vivere…
Per tanti motivi.

Credo che in certe situazioni bisogna essere anche pronti per morire ed io non lo sono.
Accanto alle motivazioni personali che mi spingono a continuare a vivere, ci sono le motivazioni del ‘non sono pronto’.

Non sono pronto a non rivedere più la mia famiglia!
Non sono pronto a non rivedere più i miei amici!
Non sono pronto a non rivedere più le tante persone che conosco e le tante persone che in questi anni di malattia mi sono stati vicini!
Non sono pronto a non rivedere Capranica e i capranichesi!

Ma so bene che al di là della mia volontà, non dipende proprio tutto da me.
Ho conosciuto tanti compagni di sventura che desideravano vivere, eppure sono diventati angeli…

Ho scelto di vivere…
Lo ammetto, considero questa parte della mia esistenza una pseudovita, ma ciò non può essere un’alibi per provare a vivere intensamente.

In fondo, vivere, è stata una mia scelta!

La morte?
Può attendere!

Luka

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