Sla, studio statunitense su staminali entra in fase II

Tre centri di ricerca americani hanno avviato il secondo step della sperimentazione del trapianto intraspinale di cellule neuronali
di @GianlucaCasponi

Approda alla fase II un’importante ricerca americana sul trapianto delle cellule staminali per la cura della sclerosi laterale amiotrofica. La Food and drug administration, l’ente americano che vigila sui farmaci e sulle sperimentazioni cliniche, ha dato il via libera dopo che il primo step aveva verificato la sicurezza del trattamento. Come dimostrano i risultati della fase I, pubblicati su Annals of Neurology, la tecnica non ha fatto registrare effetti avversi o un peggioramento dei sintomi della malattia.

Il test di fase I è stato portato avanti dagli scienziati del centro di ricerca “Neuralstem”. Gli esperimenti sono stati condotti su 6 soggetti adulti affetti dalla malattia. Le cellule staminali neuronali, ottenute da donatore, sono state somministrate attraverso una serie di iniezioni praticate direttamente a ridosso del midollo spinale. Per stabilizzare l’iniettore, e garantire la massima precisione possibile dell’operazione, questo è stato preventivamente fissato chirurgicamente alle ossa della colonna vertebrale.

Nella prima parte del test i pazienti hanno ricevuto 10 iniezioni praticate bilateralmente alla colonna vertebrale, sia ad altezza delle vertebre cervicali che di quelle lombari. Nella seconda, i medici ne hanno eseguite altre cinque, raggiungendo un solo lato della colonna. Ogni singola iniezione conteneva 100.000 cellule staminali neuronali. La dose massima somministrata, quindi, è stata pari 1,5 milioni di cellule.

I ricercatori americani hanno affermato che, sebbene sia stata completata solo la prima fase dei test, i dati raccolti rassicurano sulla sicurezza della procedura. Inoltre, la somministrazione delle cellule staminali è stata accompagnata da leggeri miglioramenti clinici dei soggetti presi in esame. I pazienti sono stati sottoposti a controllo dopo sei, nove, dodici e quindici mesi dall’ultima somministrazione.

La fase II della sperimentazione è stata affidata a tre centri di ricerca, l’Emory University Hospital di Atlanta in Georgia, la Als Clinic dell’Università del Michigan e al General Hospital di Boston, nel Massachusetts. Gli autori della ricerca hanno sottolineato anche che i dati relativi alla sicurezza del trattamento consentono di procedere con fiducia alla fase successiva, con il valore aggiunto relativo alla modalità di somministrazione che ha dimostrato di non arrecare danni ai pazienti.

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